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Regolamento aziendale: fac simile e cosa deve contenere

Il regolamento aziendale raccoglie le regole interne che valgono per tutti i dipendenti.

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Indice di un regolamento aziendale

REGOLAMENTO AZIENDALE

1. Ambito di applicazione
2. Orario di lavoro, pause e rilevazione delle presenze
3. Ritardi, permessi e assenze: come comunicarli
4. Ferie: richiesta e pianificazione
5. Malattia e infortunio: cosa fare
6. Uso di computer, email, telefono e internet aziendali
7. Uso dei veicoli aziendali
8. Sicurezza sul lavoro e dispositivi di protezione
9. Riservatezza e protezione dei dati
10. Comportamento con colleghi e clienti, abbigliamento
11. Trasferte e rimborsi spese
12. Codice disciplinare: infrazioni e sanzioni secondo il CCNL
13. Contatti per segnalazioni e domande

Esempio di regola: comunicazione delle assenze

3. RITARDI, PERMESSI E ASSENZE

In caso di ritardo o assenza il dipendente avvisa il proprio responsabile prima dell'inizio del turno, per telefono o messaggio.

In caso di malattia il dipendente comunica il numero di protocollo del certificato medico telematico entro la giornata.

I permessi si richiedono attraverso il modulo aziendale con almeno tre giorni lavorativi di anticipo, salvo urgenze.

Le assenze non comunicate e non giustificate possono comportare provvedimenti disciplinari secondo quanto previsto dal contratto collettivo applicato.

La guida completa

Tutto quello che serve sapere: regolamento aziendale

Cos'è il regolamento aziendale

Il regolamento aziendale è il documento che raccoglie le regole interne di comportamento e di organizzazione valide per tutti i dipendenti: orari, presenze, assenze, uso degli strumenti di lavoro, sicurezza, riservatezza, rapporti con colleghi e clienti. Precisa e completa quanto previsto dalla legge e dal contratto collettivo, senza poter peggiorare i diritti che questi riconoscono ai lavoratori.

Il codice disciplinare va affisso

La parte più delicata è il codice disciplinare: le infrazioni, le sanzioni e le procedure. Deve essere portato a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in un luogo accessibile a tutti e deve applicare quanto stabilito dal contratto collettivo (art. 7 della legge 300/1970). La giurisprudenza considera l'affissione la forma richiesta dalla legge, quindi non affidarti solo alla consegna individuale o all'intranet. Senza affissione le sanzioni per infrazioni non evidenti rischiano di essere annullate.

Strumenti di lavoro e controlli

Se il regolamento disciplina l'uso di computer, email, telefono o veicoli aziendali, deve anche spiegare come e quando l'azienda può controllarli. Gli strumenti da cui deriva anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività richiedono un accordo sindacale o l'autorizzazione dell'ispettorato del lavoro. Per usare a fini disciplinari i dati raccolti con gli strumenti di lavoro, il lavoratore deve aver ricevuto un'informazione adeguata sulle modalità d'uso e sui controlli (art. 4 della legge 300/1970).

Come introdurre il regolamento

Scrivi le regole in modo semplice e concreto, verifica la coerenza con il CCNL, consegna il regolamento a tutti i dipendenti facendo firmare una ricevuta e affiggi la parte disciplinare in bacheca. Consegnalo ai nuovi assunti nel primo giorno, insieme agli altri documenti, e aggiornalo quando cambiano le regole o il contratto collettivo.

Errori da evitare

Regole copiate da altre aziende che non corrispondono alla realtà, sanzioni non previste dal CCNL, divieti generici impossibili da far rispettare e controlli sugli strumenti non comunicati ai lavoratori. Un regolamento breve e applicato davvero vale più di un documento lungo che nessuno legge.

Persone giuste, meno regole

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Domande frequenti

Domande frequenti

Il regolamento nel suo insieme non è obbligatorio. È obbligatorio invece affiggere il codice disciplinare se si vogliono applicare sanzioni disciplinari.

Non è necessaria l'accettazione, ma è consigliabile far firmare una ricevuta di consegna. Il codice disciplinare va comunque affisso.

No, deve applicare le sanzioni previste dal contratto collettivo. Può precisare quali comportamenti costituiscono infrazione, nei limiti del CCNL.

Solo nei limiti dell'art. 4 dello Statuto dei lavoratori e della normativa sulla privacy, dopo aver informato i lavoratori in modo adeguato su uso degli strumenti e controlli.

In un luogo accessibile a tutti i lavoratori, per esempio la bacheca aziendale vicino all'ingresso o alla timbratrice.

Quando cambiano il contratto collettivo, la normativa o l'organizzazione interna, e in ogni caso con una revisione annuale.

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