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Contratto a chiamata: come funziona il lavoro intermittente

Il contratto a chiamata permette di impiegare un lavoratore solo quando serve.

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Tutto quello che serve sapere: contratto a chiamata

Che cos'è

Il lavoro intermittente, o contratto a chiamata, è un contratto con cui il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro, che lo chiama quando ha bisogno, anche per periodi predeterminati nella settimana, nel mese o nell'anno. È disciplinato dagli articoli da 13 a 18 del D.Lgs. 81/2015.

Quando si può usare

Nei casi previsti dai contratti collettivi o, in mancanza, dal decreto del Ministero del lavoro. Si può usare comunque con lavoratori con meno di 24 anni, purché le prestazioni si svolgano entro il venticinquesimo anno, e con più di 55 anni. Con lo stesso datore il limite è di 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni solari, salvo i settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo; oltre il limite il rapporto diventa a tempo pieno e indeterminato.

I divieti

Non si può usare per sostituire lavoratori in sciopero, nelle unità produttive dove nei sei mesi precedenti ci sono stati licenziamenti collettivi per le stesse mansioni o dove è in corso una sospensione o riduzione dell'orario con cassa integrazione, e dai datori che non hanno effettuato la valutazione dei rischi (art. 14).

Indennità di disponibilità

Se il lavoratore si obbliga a rispondere alla chiamata, ha diritto per i periodi di attesa a un'indennità di disponibilità, fissata dai contratti collettivi e non inferiore all'importo stabilito dal Ministero. Se non si obbliga, non riceve nulla nei periodi di attesa. Quando lavora, ha lo stesso trattamento economico e normativo di un dipendente di pari livello, in proporzione al lavoro svolto.

La comunicazione preventiva

Prima dell'inizio di ogni prestazione, o di un ciclo di prestazioni non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro deve comunicarne la durata all'Ispettorato del lavoro, con i canali telematici previsti (art. 15). Chi non lo fa rischia una sanzione amministrativa per ogni lavoratore interessato.

Selezionare chi chiamare

Con i contratti a chiamata si lavora spesso con un gruppo di persone da attivare in fretta, nei picchi del turismo o della ristorazione. Una preselezione con domande sulla disponibilità e un breve video colloquio permette di creare una lista di persone affidabili prima della stagione.

Domande frequenti

Domande frequenti

Nei casi previsti dai contratti collettivi o dal decreto ministeriale, e comunque chi ha meno di 24 anni o più di 55.

Fino a 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni solari con lo stesso datore, salvo turismo, pubblici esercizi e spettacolo.

Sì. Prima di ogni prestazione o ciclo fino a trenta giorni il datore di lavoro deve comunicarne la durata all'Ispettorato del lavoro.

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