La guida completa
Tutto quello che serve sapere: tirocinio extracurriculare
Che cos'è
È un periodo di formazione e orientamento in azienda, rivolto a chi ha concluso gli studi o cerca lavoro, fuori da un percorso scolastico o universitario. Non è un contratto di lavoro: il tirocinante non è un dipendente e non deve sostituire il personale. La disciplina è regionale, sulla base delle linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 25 maggio 2017.
Durata
Secondo le linee guida del 2017, la durata va da un minimo di due mesi a un massimo di dodici mesi, proroghe comprese, con limiti più lunghi per le persone con disabilità. Ogni Regione può fissare durate diverse per specifiche categorie: controlla la normativa della Regione in cui si svolge il tirocinio.
Indennità
Il tirocinante ha diritto a un'indennità di partecipazione. Le linee guida del 2017 fissano un minimo di 300 euro lordi al mese, e le Regioni stabiliscono il proprio importo, spesso più alto. La legge di bilancio 2022 ha previsto una sanzione amministrativa per chi non la versa.
Chi è coinvolto
Il soggetto promotore, per esempio un centro per l'impiego, un'università o un ente accreditato, che garantisce la qualità del percorso; il soggetto ospitante, cioè l'azienda; e il tirocinante. Il progetto formativo individuale fissa obiettivi, attività e durata, e ci sono due tutor, uno del promotore e uno dell'azienda. L'azienda effettua la comunicazione obbligatoria di avvio.
Quanti tirocinanti puoi ospitare
Le linee guida legano il numero di tirocinanti ai dipendenti a tempo indeterminato: in genere uno fino a cinque dipendenti, due da sei a venti, e una percentuale oltre i venti. Le Regioni possono prevedere eccezioni e premi per chi assume i tirocinanti alla fine del percorso.
Selezionare anche i tirocinanti
Un tirocinio funziona se la persona è motivata e impara in fretta. Un breve video colloquio e un test attitudinale aiutano a scegliere tra molte candidature di neolaureati, che spesso hanno CV molto simili.









